martedì 3 ottobre 2017

Dentro Caravaggio

 Un nuovo omaggio di Milano a Caravaggio, in programma fino al 28 gennaio 2018 a Palazzo Reale, con venti capolavori dell’artista. La mostra "Dentro Caravaggio", posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e promossa dal Comune di Milano Cultura, è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen. Gli anni della 
produzione artistica di Caravaggio vengono raccontati attraverso una nuova prospettiva, con due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie, che hanno condotto a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili. Per ragioni conservative e di programmazione l’opera “Martino di Sant’Orsola” di proprietà di Intesa Sanpaolo, verrà ritirata dalla mostra il 27 novembre 2017, mentre l’opera “Giuditta che taglia la testa a Oloferne”, di proprietà delle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini, verrà ritirata il 10 dicembre 2017. Per chiarire gli anni giovanili di Caravaggio è stata cruciale la scoperta da parte di Riccardo Gandolfi di un inedito manoscritto di Gaspare Celio, databile al 1614, dove sono attestate le difficoltà economiche del giovane Caravaggio a Roma, l’umile lavoro presso Lorenzo Siciliano, dove dipingeva due teste di santi al giorno per cinque baiocchi l’una, e il ruolo fondamentale svolto da Prospero Orsi, che lo presenta al cardinale Del Monte, sostenitore del lancio della carriera dell’artista nell’ambiente romano.                          
Il cambiamento importante nella sua tecnica avviene nel 1600 quando Caravaggio viene chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: primo incarico pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un 

solo anno di tempo per completare l’opera e un compenso all’epoca straordinario di 400 scudi. Tramite le rifletto grafie e le radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, i suoi pentimenti, rifacimenti nell’elaborazione della composizione. Risulta emblematica, a tale proposito, l’opera “San Giovannino”di Palazzo Corsini, dove le analisi ci consentono di intravvedere l’aggiunta di un agnello, simbolo iconografico poi eliminato. “Sono emersi- afferma la curatrice Rossella Vodret-alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura sono affiorate una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacchè sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili”. L’esposizione, realizzate con opere 
provenienti dai maggiori musei italiani ed esteri, arricchisce il percorso con apparati multimediali ed immagini radiografiche che permettono di seguire e scoprire l’iter dell’artista, dalla concezione iniziale fino alla realizzazione dell’opera.
                                                                                                                                 Giuseppina Serafino