martedì 21 ottobre 2014

Viaggio nell’arte di Van Gogh, pregustando Expo 2015





 Grandi aspettative , in vista di  Expo, per  la mostra “Van Gogh. “L’uomo e la terra” che si terrà fino all’8 marzo 2015 a Palazzo Reale di Milano, anno in cui verrà celebrato il 125° anniversario della morte dell’artista. Le opere  esposte sono in relazione con il tema dell’Esposizione Universale  “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”sulla base dell’interesse che egli ha dimostrato per i cicli della terra e della vita dell’uomo.  Vincent Van Gogh manifestò  da subito una predilezione per i pittori realisti francesi e olandesi, e, in particola modo,  per il genere rurale, di cui Jean Francois Millet e Jules Breton erano gli esponenti da lui prediletti. La rassegna, a cura di Kathleen Adler,  è articolata in sei sezioni: dai primi disegni, all’esplosione accesa dei colori paesaggistici successivi; dai ritratti alle nature morte, caratterizzate da una rustica  essenzialità.  Queste ultime gli  consentivano di ovviare alla mancanza di modelli. Van Gogh, come afferma nelle sue celeberrime lettere, indirizzate soprattutto al  fratello Theo, cercava  nella fatica, nelle creature semplici il senso della vita e delle cose: dall'autoritratto al seminatore, da Joseph Ginoux al postino Roulin, dall'umile capanna dei contadini alla  veduta di Saintes Maries de la Mer. Egli scrisse.”Noi
altri dovremmo invecchiare lavorando duramente, ed ecco perché allora ci deprimiamo quando le cose non vanno” 
Una sorta di metafora di una purezza da raggiungere.  L’umanità sarebbe il grano che viene falciato ma in questa morte non c’è nulla di triste, ha luogo in pieno giorno con un sole che inonda tutto di una luce di oro fino, come ebbe lui stesso a dire. Molte di tali opere sono state realizzate a Nuenen nella regione olandese del Nord Brabante , vicino al confine con il Belgio, dove egli visse per un paio d’anni dal 1883. La vita rurale gli era familiare oltre che per il luogo d’origine, per le lunghe passeggiate che amava fare. Nell’aprile del 1885 realizzò il capolavoro “I mangiatori di patate”,  per creare il quale fu necessario studiare i complessi aspetti della figura umana e del volto.
La mostra “Van Gogh. L’uomo e la terra” –ha affermato l’Assessore alla Cultura , Filippo del Corno- si inserisce nel palinsesto “Milano Cuore d’Europa”, che caratterizza la proposta culturale della città lungo tutto il semestre della presidenza italiana dell’Unione Europea , attraverso le figure che con la propria storia e la propria produzione artistica hanno contribuito a declinarne la molteplice identità”.

                                                             Giuseppina Serafino