domenica 5 ottobre 2014

Viaggio nell'arte di Segantini,tra Milano e le Alpi svizzere.

Ad attendere il visitatore,quasi a volerlo salutare, una riproduzione del dipinto "Mezzogiorno sulle Alpi",all'interno di Palazzo Reale. Una mostra con oltre 120 opere di Giovanni Segantini, curata da Annie-Paule Quinsac e da Diana Segantini, pronipote dell'artista.A produrla è stato il Comune di Milano-Cultura, Skira editore, in collaborazione con Fondazione Antonio Mazzotta.
La retrospettiva, divisa in otto sezioni, ripercorre diverse fasi della vita del pittore con particolare attenzione agli ultimi anni trascorsi sulle montagne svizzere dell'Engadina. La montagna è stata per lui fonte d'ispirazione,non come luogo di isolamento e di arretratezza culturale ma come ambiente di transito, di incontri, di scambio e condivisione. Il Divisionismo ha rappresentato la forma espressiva in grado di rendere le  sfumature luminose e cromatiche della vette immacolate, dove il paesaggio assurge a simbolo, diventando protagonista assoluto.
Giovanni Segantini, nato ad Arco di Trento nel 1858, arriva nel capoluogo meneghino a 7 anni, se ne andrà nell'autunno 1881, per trasferirsi in Brianza, dove aspira a un contatto con la natura, rifiutando l'idea metropolitana della vita e dell'arte dei suoi amici scapigliati. Approda poi a Savognino nei Grigioni, infine in Engadina, dove morirà nel 1899. Gli inizi milanesi, dai toni dickensiani, sono anni difficili e di miseria: affidato alla tutela di una sorellastra, pressochè analfabeta e per due anni chiuso al riformatorio Marchiondi, fino all'apprendistato di bottega e, finalmente, a Brera, dove riesce ad educare l'innato talento. Milano è stata per Segantini l'incontro con tutto ciò che agitava il panorama artistico in Europa: con la Scapigliatura, con il Divisionismo, il Simbolismo, e il Liberty.
Poche le immagini che raffigurano gli scorci cittadini se non quelle dedicate a "Il coro di Sant'Antonio" e ai Navigli sotto la neve, suggestivo il dipinto che ritrae le donne a Ponte San Marco, con una forte intensità cromatica che trasmette una gioia che pare un inno alla vita. Le tematiche chiave di Segantini vanno dalla solitudine al cospetto della natura, al parallelo tra quest'ultima e il destino, al tema della maternità umana e animale. Dipinti da cui scaturisce un respiro lirico, di matrice biblica e virgiliana. Spesso protagonista è la luce, calda,un segno tangibile di vita che si contrappone all'ombra della morte, come in"Ave Maria a trasbordo", dove il vortice delle onde sembra rappresentare un ripiegamento come un’accorata preghiera, in forma panteistica.
Il consolato generale di Svizzera a Milano ha aderito con entusiasmo al grande progetto espositivo dedicato ad una personalità poliedrica e cosmopolita come Giovanni Segantini, considerandolo un ottimo biglietto da visita in vista di Expo 2015.La rassegna a Palazzo Reale intende rendere omaggio a uno dei maggiori artisti europei del secondo Ottocento che"in meno di vent'anni di attività ha espresso -conclude la curatrice Quinsac- tutte le angosce e i fermenti della sua epoca in un linguaggio che, teso tra innovazione e tradizione, risulta di una forza senza ulteriori esempi".
www.mostrasegantini.it

                           Giuseppina Serafino