venerdì 3 ottobre 2014

Merana: capolavoro d’Alta Langa

Un piccolo gioiello incastonato in Alta Langa, fra sapori e colori d'un tempo magico per le suggestioni che si offrono discrete, al visitatore che le vuole riscoprire.
Merana si erge nell’area più calda delle Langhe,una zona collinare con boschi termofili, calanchi, prati aridi,gerbidi e un particolare tipo di flora,detta termoxerofila, poichè resiste alle alte temperature e alla carenza idrica di tipo mediterraneo. Arbusti come le ginestre, i ginepri, le eriche sono dei veri e propri preparatori e ricostruttori del bosco.
Da aprile a giugno si possono ammirare bellissime fioriture di orchidee spontanee che prediligono terreni calcarei.
Il paese è situato sulla sponda sinistra del fiume Bormida, lungo la ferrovia Alessandria Savona.Piacevole la scoperta di questo magico paradiso presentato a Varazze dall'Associazione "U Campanin russu" nell'ambito delle serate al Chiostro. Un paesaggio che è in continuità con la Liguria e che affascina perchè poco antropizzato, ha affermato il Sindaco di Merana, Silvana Sicco. Infatti si trovano borgate con 70-80 persone, sovrastate da graziose chiesette scaturite dal grande culto della devozione; in una di queste frazioni è nata la nonna di Papa Francesco.La Chiesa parrocchiale di Merana, dedicata a San Nicolao e Maria Ausiliatrice,è stata edificata a fondovalle nel 1941, la struttura è in pietra di Langa, su disegno del Canonico Thea di Acqui Terme. Al suo interno si conservano alcuni arredi della seicentesca chiesa parrocchiale, posta accanto al cimitero, ora distrutta. Degna di nota risulta la pietà lignea di scuola renana, parte di un "retablo" (pala d'altare)forse trafugato dagli spagnoli che per giungere a Milano risalivano la Valle Bormida da Vado.
Terre disabitate ma ora riscoperte per le molteplici risorse anche faunistiche. Cinghiali e caprioli apportano purtroppo non pochi problemi agli sparuti abitanti del luogo, protési a salvaguardare i  magri raccolti. Chi ha scelto di investire in questi luoghi incontaminati,lo ha fatto per il piacere di perdersi fra colori unici, fra profumo di tartufi, misto a quello di lavanda e di ginestre, dedicandosi al trekking o ad escursioni in mountain bike.
Merana è un piccolo laboratorio geologico, le formazioni che qui si possono osservare sono tre: quella di Molare con le sue rocce inglobanti fossili,la seconda è quella di Rocchetta con i calanchi, forme di erosione scolpite negli antichi sedimenti marini delle Langhe. La formazione di "Monesiglio" composta da sabbie grossolane gialle o rossastre, ingloba noduli arenacei conosciuti come "murion", misteriosi personaggi di pietra che si susseguono a decine fra le ginestre e il timo, dando vita ad un singolare giardino roccioso da cui spuntano varie forme somiglianti ad una grossa rana, ad una testa di coccodrillo,o al corpo di una sfinge. L'evoluzione geologica in queste zone, datata da circa 35 a 5 milioni di anni fa, è legata al Mare Paleo-Adriatico che all'epoca occupava l'odierna Pianura Padana, lambendo le coste delle valli piemontesi in un contesto geografico estremamente diverso da quello attuale.
Affascinante il viaggio in questo suggestivo patrimonio ambientalistico, gustato mediante le delizie del palato, quasi fossero effluvi benefici e ammalianti,di una landa arcaica dove, misteriosamente, anche il "vento fa il suo giro".

               Giuseppina Serafino