venerdì 10 agosto 2018

I sapori della laguna veneta

La Laguna veneta densa di canali e di piccoli borghi di pescatori, immersi nella lentezza e nella natura riesce a celare tesori nascosti ricchi di fascino. Un primo itinerario che può essere percorso  con una crociera fluviale, parte da Casale sul Sile, nel Veneto orientale , per giungere a Precenicco, in Friuli Venezia Giulia, facendo una puntatina nella splendida laguna di Venezia.Si possono trovare graziose locande ed osterie, simili ai Bacari Veneziani, passeggiando per Chioggia, lungo il Canal Vena o il Canal Lombardo; esse sono il regno dei pescatori che prima di rientrare fanno numerose soste goderecce. Fra queste tipiche prelibatezze vi sono gli “spuncioti”, una sorta di spedini fatti con seppioline, gamberoni, calamari e frittura mista, accompagnati dal celebre cicheto. Nel tratto lagunare che da Chioggia porta a Venezia si costeggia il litorale di Pellestrina e San Pietro in Volta, e ci si può

recare a malamocco, presso il Ponte di Borgo, un’antica osteria dove si gustano: schie con polenta liquida, canestrei a scotadeo, moscardini , capelonghe, ma, soprattutto, il baccalà nelle sue quattro versioni. Oltrepassando Venezia e le sue isole di Murano e Burano, per giungere alla storica conca del Cavallino, ci si immette nel tratto finale del Sile, nei pressi di Jesolo.Nel sito della vecchia Conca di navigazione si trova la Locanda alle Porte 1632, che nel nome ricorda l’anno di fondazione, a supporto dei barcaioli che qui transitavano.
Caorle con le sue graziose casettine colorate offre svariate possibilità di ritemprarsi piacevolmente, ormeggiando nel cuore dell’antico borgo, presso la darsena dell’Orologio e dirigendosi poi verso Bibione, dopo aver visitato il ristorante Mazarak.
Attraversato il Tagliamento si approda in terra friulana, più precisamente nelle lagune di Marano e Grado, con la tipica cucina della cultura dei Casoni, fra questi viene suggerito il Casone “Ai Fiuri de Tapo”. Essi un tempo rappresentavano l’unità abitativa del pescatore lagunare e della propria famiglia, fatti ancora oggi con l’impiego di canna palustre e un grande camino centrale. La cucina che si è consolidata è quella a base di pesce non pregiat:. i Broeti de pesse, le Passere e sarde in Saor. 


Un succulento esempio di questo sapiente amalgama dell’arte di arrangiarsi la si assapora al ristorante “Ai Ciodi” con il Boreto de 
Bisato. Un aspetto che attiene al recupero di tradizioni pressoché abbandonate sono quelle della pesca al bilancione che può essere effettuata nella Bilancia di Bepi, all’inizio del tratto fluviale dello Stella, appena abbandonato il tratto lagunare. Tantissime altre particolarità possono essere scoperte in questi luoghi di delizie ritrovando consuetudini ed usanze che ci permettono di recuperare i valori di un tempo ritrovato (fonte houseboat.it)



                                      Giuseppina Serafino