sabato 21 luglio 2018

L’Incanto dell’Alta via dei Monti liguri


Un’ ottima alternativa alla monotona vita balneare è immergersi nella natura incontaminata del Parco del Beigua planando con lo sguardo sulla cristallina superficie del mare da Arenzano, Cogoleto e Varazze. Partiamo per il nostro trekking da quest’ultima località di buonora dirigendoci verso la graziosa frazione di Alpicella.  Le strade strette e tortuose richiedono delle abilità di provetti autisti e non favoriscono coloro che vorrebbero addentrarsi fra le bellezze dell’entroterra scoprendone aspetti di pregio.                                                                                                         
 Si raggiunge la località di Pratorotondo a 1100 metri di altitudine, nel cuore del Beigua Geo park , riconosciuto dal 2015 sito Unesco. Qui è presente un primo rifugio, base di partenza per molteplici escursioni fra distese verdeggianti a perdita d’occhio, agglomerati rocciosi come il campo di pietre Bookfield e boschi che offrono uno splendido refrigerio in mezzo ad alberi giganteschi, possenti baluardi di una natura custode di atavici segreti. Camminiamo su un crinale pianeggiante con accessibili saliscendi, a tratti pietrosi, incrociando altri escursionisti che procedono a passo veloce o addirittura correndo per allenare la propria forma fisica in un’ambiente incontaminato che funge da naturale palestra disseminato di potenziali prove di resistenza.   
 Ci imbattiamo incuriositi in una prima costruzione a disposizione di coloro che necessitano di un occasionale ricovero, dotato di alcuni basilari accessori casalinghi, chiedendoci come si possa portare i prodotti atti al funzionamento della stufa e all’utilizzo delle stoviglie fornite per la preparazione dei pasti. Stupisce questa capacità di adattamento a situazioni di disagio in un’epoca caratterizzata dall’eccessiva dipendenza dalle comodità e dal superfluo. Riprendiamo il nostro percorso felici allorchè i nostri piedi poggiano su tratti erbosi anziché su rocce spigolose che potrebbero mettere a dura prova le nostre non avvezze caviglie. Arriviamo al Rifugio Argentea sferzati dai forti raggi solari mentre lo sguardo spazio sulle distese erbose degli alti pascoli su cui al ritorno troveremo una cinquantina di asinelli portati per la transumanza estiva, in attesa di fare ritorno ad Alba per diventare gustosi stracotti, con grande rammarico di coloro che tentano di accarezzarli divertiti.                                                                       
 Straordinario il panorama dalla Alpi Apuane passando per il golfo di Genova, il Monviso fino al Monterosa. Assaporiamo gli intensi profumi della vegetazione mediterranea inebriandoci di quel senso di infinito che ci pervade, incutendoci un senso di piacevole smarrimento nel silenzio rotto soltanto da occasionali cinguettii o semplici fruscii del vento. Sospinti dal desiderio di raggiungere la meta che ci siamo prefissati, proseguiamo imbattendoci in alcune sparute camminatrici, come una solitaria ragazza che ci dice essere 
proveniente dagli Stati Uniti e chiediamo rassicurazione riguardo alla corretta direzione e ai tempi di arrivo, che sembrano molto dilatarsi rispetto alle nostre iniziali previsioni ottimistiche. Dopo aver ormai raggiunto le tre ore e mezza di cammino intravvediamo una gigantesca costruzione policroma che scopriremo essere il rifugio “La Nuvola sul Mar” del Passo del Faiallo, traguardo del nostro trek., nella selvaggia Val Cerusa. 
Sorridiamo vedendo nugoli di gitanti pervenuti con le automobili da una comoda strada per trascorrere in maniera originale la giornata festiva, seduti nel confortevole ristorante o accampati nei prati circostanti, fra schiamazzi e giochi di ogni sorta. Dopo un breve meritato riposo e rifocillati dal frugale pranzo al sacco, ritorniamo sui nostri passi appagandoci del senso di solitudine che rivivremo in scenari fantastici, planando come aquile, per quattro ore di cammino, su un paesaggio di incredibile bellezza.                                                               
                                                                 Giuseppina Serafino