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venerdì 25 maggio 2018

Il matrimonio degli alberi in Lucania

I riti arborei sono una tradizione di tipo ancestrale radicata in molte località del Sud e, in particolare della Basilicata. Queste feste cadono in prossimità della primavera, o con la cristianizzazione del rito, in concomitanza con il Patrono del paese. L’unione avviene solitamente tra un tronco e una cima nella piazza principale del luogo che caratterizza l’evento e termina con la scalata dell’albero dove sono stati appesi premi di varia natura.
 Il significato di queste pratiche rituali è l’unione fertile che sarà garanzia di prosperità e benessere per tutta la comunità. Il 30 maggio è il giorno dedicato al Patrono di Potenza, allorchè la sua effige e la reliquia sono portate in processione lungo le vie del centro storico Novecento anni di storia legano Potenza al suo Santo Patrono, San Gerardo da Piacenza, e oltre quattrocento all’antica tradizione che culmina nella Parata dei Turchi. Il giorno precedente i potentini si assiepano in ogni angolo della città per ripercorrere attraverso tre quadri la storia del capoluogo lucano: il XIX secolo con una rievocazione, in piazza Sedile, che prevede l’accensione della laccara, un fascio di canne e legna, del
peso di circa una tonnellata, simbolo di un’antica tradizione, portata da circa venti persone lungo tutto il percorso della parata, per essere poi accesa; il XVI secolo, a Porta Salza, dove il conte Alfonso de Guevara riceve le chiavi d’argento della città; il XII secolo, in Largo Duomo, con la devozione popolare nel Medioevo e un momento di preghiera dedicato a San Gerardo. Dal 19 al 22 maggio ad Accettura si svolgerà il rito propiziatorio de “Il maggio”. La festa, nota come matrimonio fra due alberi, è un rito di culto agrario di origini pagane che si è sovrapposto nel XVIII secolo alla celebrazione liturgica del protettore San Giuliano. Si tratta di un richiamo identitario che coinvolge tutti gli abitanti di Acccettura, segnato da tappe fisse e prestabilite nel tempo che inizia già a Pasqua.
 In questa occasione viene scelta la Cima, alla quale sarà unito simbolicamente il cerro detto il
Maggio, in un matrimonio denso di aspettative. Il giovedì dell’Ascensione, il Maggio viene abbattuto e, dopo otto giorni, viene trascinato da coppie di buoi fino alle “chiapparedd”, un’area a circa 4 km di Accettura. La domenica di Pentecoste è probabilmente il giorno più affascinante dell’intera festa poichè dalle campagne arriva la processione del quadro dei Santi Giovanni e Paolo e la statua di San Giulianicchio viene portato in processione per il paese. Gli abitanti si accalcano in un tripudio di contagiosa euforia che si vorrebbe pervenisse anche nelle nostre spesso anonime metropoli.
                                                               
                                                                     Giuseppina Serafino