lunedì 2 aprile 2018

Il Marocco e le città imperiali


Il Marocco è sempre una meta molto affascinante per i tesori racchiusi nelle sue città imperiali dove si possono scoprire testimonianze di civiltà millenarie. Si parte da Casablanca, con la visita della capitale economica del Paese: il mercato centrale, il quartiere di Habous, la piazza Mohamed V, il quartiere residenziale di Anfa e l’esterno della bellissima
moschea HASSAN II. Si prosegue per Rabat, la capitale del reame con il Palazzo Reale (Mechouar), la kasbak di Oudaya con i suoi intriganti percorsi, il grandioso Mausoleo Mohamed V e la torre di Hassan. La “capitale culturale” è Fes, la più antica delle Città Imperiali fondata da Moulay Idriss II, culla della civiltà e della religione del Paese, dov’è sorta la prima università religiosa del mondo islamico. Ci si perde ad ammirare la vecchia Medina con le sue università (Medersa) Bounania e Attarine, la fontane Nejjarine, la Moschea Karaouine e i souk più celebri del Marocco. Una successiva tappa è Meknes, famosa per i 40 chilometri di mura che la cingono, ancora perfettamente conservati, con sosta d’obbligo a Bab Mansour, la più importante porta d’entrata, la
vecchia Medina, il quartiere ebraico e le stalle reali. Altre mete da non perdere sono Volubilis, per la visita alle rovine romane, quindi Moulay Idriss, città santa in cui è sepolto il fondatore dell’Islam,
costruita su due picchi rocciosi.
Particolare è IFrane chiamata anche la “Svizzera del Marocco” per i tetti delle case costruiti nel 1930 con le tegole rosse . Dopo essere stati inebriati dagli odori delle spezie e dai colori intensi dei deserti e
dei magnifici tramonti, ci si dirige a Marrakech, la seconda delle Città Imperiali, dopo Fes, fondata nel XII sec dalla dinastia degli Aloravides. Stupisce per gli echi leggendari che in essa aleggiano ma,soprattutto, per i suoi tesori artistici, l’architettura ispano-moresca ed il verde lussureggiante dei suoi giardini. Sono da ammirare il bacino della Menara, le Tombe

Saadiane, la Koutoubia, il palazzo della Bahia ed il museo Dar Si Said nella Medina. Una menzione a parte merita la celebre piazza “Djemaa El Fna”, palcoscenico naturale che pullula di incantatori di serpenti, folcloristici venditori d’acqua e “cavatori” di denti, circondati da folle estasiate dinanzi a vapori di cucine street food. Poco distante da Marrakech, suggestiva l’escursione alla Valle Ourika, un luogo di riposo che gli abitanti locali apprezzano per i frutteti e gli orti tra le piste rossastre che conducono alle vette. Un fascino unico come quello del Marocco che ammalia per i suoi superbi scrigni di bellezze naturalistiche
e storico- artistiche che rapiscono invitando a ritornare (Evolutiontravel).
                        Giuseppina Serafino