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venerdì 2 marzo 2018

“Durer e il Rinascimento tra Germania e Italia”

Una nuova grande mostra a Palazzo Reale di Milano, fino al 24 giugno 2018 racconta l’apice del Rinascimento tedesco, con una selezione di opere di Albrecht Durer (1471-1528) e di alcuni artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei.
Nella prima sezione tematica si esplorano i rapporti artistici fra il nord e il sud delle Alpi fra 1480 e 1530 circa. La città lagunare era il principale centro del settore editoriale al di qua delle Alpi e Durer, maestro di grafica a stampa indiscusso in Germania, voleva espandere il proprio raggio d’azione all’Italia settentrionale.               
Qui l’artista ha prodotto capolavori come la Festa del Rosario, il Cristo fra i dottori e il celebre “Ritratto di giovane veneziana “, dipinti che dialogano con il linguaggio artistico di Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Alvise Vivarini e Leonardo da Vinci.
Il contributo degli artisti tedeschi si è rivelato fondamentale nella rappresentazione della natura da parte di Durer che si concentra sul paesaggio circostante, il linea con lo sviluppo artistico dell’epoca, sia a Nord che a Sud delle Alpi. Accanto al paesaggio in tutte le sue manifestazioni, gli artisti studiavano la flora e la flora,fino ai singoli d’erba e agli insetti. La mostra prosegue dando una visione di come, attorno al Cinquecento, si sviluppi la “scoperta dell’individuo” attraverso il ritratto. La richiesta di ritratti individuali iniziò ad aumentare a partire dalla seconda metà del XV secolo: prima riservati ai nobili e ai richi mecenati, il desiderio di farsi ritrarre coinvolse in seguito una fascia molto più ampia della società. Nella quinta sezione sono mostrati i celebri quindici fogli dell’Apocalisse- la prima opera capitale di Durer che viene considerato il primo libro progettato, illustrato e pubblicato da un artista nel mondo occidentale. Viene qui esposta “La Melanconia” (1514), incisione che il Vasari classificava tra le opere che riempiono di stupore il mondo intero, oltre ad essere un esempio di virtuosismo tecnico.     
 L’ultima sezione chiude il percorso espositivo con una riflessione sul sistema estetico in cui l’egemonia del classicismo era controbilanciata da correnti opposte che prediligevano temi e forme “anticlassiche” o “a-classiche”. Nella mostra sono esposti circa 130 opere fra cui 12 dipinti di Albrecht Durer, insieme a 3 acquerelli e circa 60 fra disegni, incisioni, libri e manoscritti provenienti da più di 40 prestatori. Viene così offerta la possibilità di effettuare un vero e proprio viaggio virtuale “europeo” nei più prestigiosi musei tedeschi, olandesi, inglesi, spagnoli, portoghesi e italiani per conoscere un’età aurea della storia dell’arte. 
                        Giuseppina Serafino