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giovedì 18 gennaio 2018

Putignano e il suo megaCarnevale

Nel 1394 la costa pugliese era infestata dalle incursioni barbariche che causavano saccheggi al tempo dei Cavalieri di Malta. L’intento più pressante era quello di proteggere tutto ciò che c’era di più prezioso come le reliquie di Santo Stefano, conservate nell’abbazia di Monopoli Protomartire. L’unica soluzione possibile era quella di spostarle nell’entroterra, a Putignano (Bari), nella chiesa di Santa Maria la Greca, dove tutt’oggi si trovano. A questo punto la storia si intreccia con la leggenda poiché si dice che i contadini della sopracitata località, impegnati nell’innesto della viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione, abbandonassero il lavoro per unirsi al corteo, ballando e improvvisando versi satirici in vernacolo. Nasce così la

Festa delle propaggini, che da 622 anni, ogni 26 dicembre, segna l’inizio del Carnevale più lungo d’Italia e più antico d’ Europa: Il Carnevale di Putignano. Durante la processione dei fedeli tra le vie della città, 
avviene il passaggio del cero tra il Presidente del Comitato Feste Patronali e il Presidente della 
Fondazione Carnevale di Putignano, simbolica richiesta di perdono per tutti i “peccati” che verranno commessi durante il periodo in oggetto, sinonimo di eccessi. Il rito del passaggio del cero lascia il posto alla Festa delle propaggini: in abiti da contadini e arnesi da lavoro, recitando i famosi cippon, versi satirici in rima contro politici e personaggi noti della città. Il giovedì dei Cornuti, animato dall’ Accademia delle Corna, è il più sentito folcloristico giorno del 
carnevale di Putignano. Dalle prime ore del mattino si svolge il corteo dei cornuti che si reca a far visita al “Gran Cornuto dell’anno” e si conclude con colazione a basi di “cornetti”. In serata in Piazza Plebiscito si tiene lo spettacolo esilarante dell’Ammasso, con il rito purificatorio del Taglio delle Corna, mentre nell’ultimo giovedì del Carnevale si effettuano abbondanti

scorpacciate di carne di maiale. Il 2 febbraio, giorno della Candelora e festa della purificazione della Vergine, con benedizione delle candele, viene celebrata la Festa dell’Orso a Putignano. Si tratta di una rappresentazione teatrale in cui l’orso da uccidere (rito di passaggio dell’era precristiana per esorcizzare le ansie legate alla prosperità della nuova stagione)
simboleggia la primavera alle porte e la rinascita della natura. Gli ultimi minuti di vita del Carnevale sono scanditi dai 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, un’enorme campana di cartapesta che segnala la fine dei festeggiamenti e l’inizio della quaresima; qui ci si ritrova per gli ultimi balli, gustando un piatto di pasta e un bicchiere di vino. Il Carnevale di Putignano si celebra con la realizzazione di magnifici carri allegorici, realizzati con l’arte della cartapesta, avvalendosi di innumerevoli tecniche: al telaio
di filo di ferro ricoperto di carta di giornale, si affianca la lavorazione dell’argilla, reperibile in loco a basso costo. Tantissime suggestioni da scoprire in un magico tripudio di energia creativa, inneggiando alla riscoperta delle belle tradizioni folcloristiche del nostro Paese.                                            Giuseppina Serafino