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giovedì 24 agosto 2017

Un tuffo nel passato della Valtellina

Una dimensione culturale tutta da scoprire racchiusa in Valtellina, a cominciare da quella contadina che si ritrova ad esempio nei tanti mulini. Si tratta di veri e propri musei di archeologia industriale che si celano in prossimità dei borghi più caratteristici. Il Mulino Moro di Bottonera, fondato nel 1867, sorge nel vecchio quartiere di Chiavenna,
in una zona dove veniva utilizzata l’acqua del fiume
Mera attraverso una serie di canali. Una struttura simmetrica, su tre piani con una sala macchine e un vano per il lavaggio dei cereali. Il Comune di Montagna e la Comunità Montana, hanno recentemente deciso di valorizzare il patrimonio etnografico di alcune contrade
realizzando un sentiero ad anello che si fonda sulla viabilità tradizionale. Lungo il percorso sono stati 
recuperati diversi mulini che sfruttavano la presenza di ripidi corsi d’acqua ad uso agricolo o artigianale. A Berbenno, il sentiero dei Mulini è un appuntamento classico per gli amanti della mountain bike. A Rasura, nei pressi di Morbegno, è possibile visitare il Mulino
del Dosso, costruito nel 1836 e restaurato nel 1998. Un altro percorso nella storia della Valtellina è quello caratterizzato dal Parco delle Incisioni Rupestri, tra 
Grosio e Grosotto. Sulla “Rupe Magna”, una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino, le antiche popolazioni hanno lasciato il segno del proprio passaggio, con oltre cinquemila rappresentazioni di vita quotidiana. Le più antiche risalgono alla fine del Neolitico, al quarto millennio prima di
Cristo. Nei dintorni ci sono due antichi castelli: il Castello Vecchio dedicato al martire San Faustino, che risale al X-XI secolo e quello Nuovo, costruito tra il 1350 e il 1375 ad opera dei Visconti. Fortificazioni a guardia del territorio e che fungono da preziosi custodi custodi della memoria storica della Valtellina. Il Castel Masegra, da una roccia domina la città di Sondrio, una roccaforte guelfa, come testimoniano i due torrioni,
costruita in epoca medioevale. Al Grumello di Montagna , il De Piro è stato edificato tra le fine del Duecento e l’inizio del Trecento dai Ghibellini De Piro. Benchè distrutto dai Grigioni nel
Cinquecento, conserva ancora una torre
e i resti di due costruzioni con i
merli a coda di rondine sui vigneti terrazzati dove si produce l’omonimo vino rosso Valtellina Superiore DOCG.Ma a Sondrio uno dei luoghi di maggiore impatto dal punto di vista architettonico e decorativo, è la Basilica della Madonna di Tirano che celebra l’apparizione della Vergine al contadino Homodei nel 1504. Sono oltre 500 le chiese della Valtellina che sono parte integrante del suggestivo paesaggio che mantenuto caratteristiche uniche salvaguardando le proprie tradizioni enogastronomiche e legate all’essenza della propria affascinante identità.

Giuseppina Serafino