lunedì 1 dicembre 2014

Re Panettone 2014


Pare che nel 1400 il panettone esistesse già e la fantasia popolare creò la leggenda nella quale l’inventore sarebbe stato il biondo Ughetto degli Atellani, fattosi panettiere per amore di una bella fornarina. Pietro Verri, sulle tracce dei cronisti medioevali e degli studi  condotti dal Muratori ad oggi, dice che a Natale, in Lombardia, la famiglia si raccoglieva attorno ad un ceppo acceso, sul quale si era sparso vino e ginepro e il “pater” spezzava un grosso pane o “pan grande”, porgendolo a tutti come a nutrire del sangue comune. E’ giunto  al suo settimo anno di regno “RePanettone”, ovvero la rassegna che celebra il dolce milanese per antonomasia, ospitata anche quest’anno presso lo Spazio Ansaldo di Milano. Quaranta fra i migliori pasticcieri italiani hanno fatto degustare ai “gastroappassionati” panettoni e lievitati d’eccellenza: artigianali, naturali, privi di conservanti, emulsionanti ed altri additivi artificiali. La  gradita manifestazione,  è stata creata da Stanislao Porzio,  un napoletano  che ha voluto omaggiare il dolce milanese, quasi a voler fugare l’antico retaggio del “Terun “nullafacente. Vari gli eventi previsti, dai laboratori guidati, ai concorsi: I Pan Giuso o I Custodi del Panettone, in collaborazione con Comieco (Consorzio nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) che ha voluto premiare le confezioni per panettone più creative, più funzionali e più ecosostenibili. La prima novità di questa edizione è stato il panettone che Iginio Massari, il più grande pasticciere italiano, ha ideato in omaggio a Expo 2015, in una confezione che il consorzio Comieco, ha fatto decorare dall’illustratore milanese Guido Scarabottolo. Un altro aspetto ghiotto è stata la presentazione  di una probabile“Mostra sul panettone” che si svolgerà a maggio, in concomitanza con l’Esposizione universale, e che darà l’opportunità di far conoscere ai visitatori l’emblema dolciaria, vanto della gastronomia meneghina. Tra le curiosità “assaggiate”, gli originali panettoni: al carbone nero, alla zucca con tisana calda ai frutti di bosco, alle pere e parmigiano, alla robiola, con la cipolla ramata di Montoro (in Irpinia) e, per finire, quello che arriva da Tokio, in un raffinato packaging  (premiato), teso a sposare la cultura occidentale a quella orientale. Da Eataly Smeraldo, si  è voluto,  invece, premiare  la Famiglia Vergani con un panettone di 70 kg, per i suoi 70 anni di attività, facendo dei simpatici selfie con i suoi dipendenti. Così perdendosi fra i molteplici gusti di questo  dolce simbolo del Natale, la folla si  è assiepata  per pregustare, forse, l’attesa  di una festa che restituisca il sapore dell’infanzia e i rassicuranti valori della tradizione.       (Giuseppina Serafino)