mercoledì 17 dicembre 2014

L’Avvento del Tirolo, “Cuore delle Alpi”

Preannuncio  del Natale nel  Tirolo, con antiche tradizioni che accendono  fiaAvvento inTirolo, sostenuto dalla Tirol  Wergbun (Ente regionale per il Turismo) e dalla Camera di Commercio, promuove i centri di Hall, Innsbruck, Kitzbuhel, Kufstein, Lienz, Mayrhofen, Rattenberg e St. Jojann, secondo rigorosi criteri che ne garantiscono la qualità e l’eccellenza.  A partire dal I week end dell’Avvento tutti i mercatini dell’avvento aprono i battenti, con circa 480 bancarelle, quello di Innsbruck , il più importante, ne ha 200 e  apre a metà novembre; nel 2013 sono stati registrati 1,3 milioni di visitatori, di cui il 70% italiani.
besche atmosfere che si tramandano da tempo immemorabile. Una vera e propria chicca di origine alpina sono i  mercatini, dal 2009 l’
Il recente viaggio stampa,  mi ha dato la possibilità di immergermi in tale dimensione onirica scoprendo magnifiche sensazioni . Prima tappa Lienz, girovagando fra i mercatini: un effluvio di  profumi intensi di incenso misto a cannella ci accompagnava , mentre, ritemprati dal caldo vin brulè, si ascoltavano dolci melodie natalizie che ci facevano sentire bimbi incantati in quel Paese dei balocchi. Ci veniva detto che in ogni desco si prepara l’Adventkranz, una corona di rami di pino con 4 candele che rappresentano le settimane che condurranno alla nascita di Gesù bambino, il “Christkindl” che porterà i doni, ogni domenica ne verrà accesa una. La piazza Hauptplaz, di Lienz, illuminata a festa dinanzi al castello Liebburg è il punto d’incontro per i visitatori del suo mercatino, la cui attrazione particolare è il calendario Adventkalender, che spinge i  fanciulli ad attendere il festoso evento aprendo ogni giorno una finestrella in cui si  nasconde un’opera d’arte che verrà venduta all’asta il 5 gennaio, per donare in beneficenza il ricavato. Presepi lavorati artigianalmente esprimono il calore del Natale dell’Osttirol, ma l’evento più coinvolgente è  la sfilata dei tradizionali Krampus, personaggi che indossano maschere  di legno intagliate a mano, ed  enormi pellicce spettinate e mostrano campanacci legati al cinturone. Divertente il fuggi-fuggi delle ragazze che cercavano di sottrarsi ai dispetti e ai colpi di frustino di questi esseri inquietanti.
dell’arte del municipio, con 24 caselle, l’
Partenza per Kitzbuhel,  il più leggendario centro sportivo delle Alpi. Nel periodo natalizio, addobbata a festa ospita presepi viventi, concerti, spettacoli, accompagnati dal sottofondo musicale dello storico carrillon della torre della Katharienenkirche.Visita alla boutique dello stilista Frauenschuh e poi al  Museo di Kitzbühel per ammirare una pregevole esposizione di presepi e quadri , a tema sport invernali del pittore Alfons Walde, autore del  camoscio, originale simbolo della cittadina. Curiose le attrezzature da sci antesignane e gli scorci di vita nelle montagne tirolesi che è stato possibile ammirare. A ciò ha fatto seguito la visita al negozio “Schone Dinge”(Cose belle) in cui Christian Ernst Leidenfrost lavora la porcellana da circa trentanni. Dopo una gradito spuntino da Heimatgold, un elegante magazzino/cafè con prodotti tipici  come prosciutto, formaggi delle malghe e tisana bollente,  siamo stati accompagnati a Kufstein, celebre per Il  Stadparke  e la sua  fortezza , in cui  si trovano prelibatezze Innsbruck, attesi dal direttore dei Mercatini, Robert Neurer e dal responsabile marketin  Tourismus Roberto Vianello,secondo le sue stime, il giorno precedente si erano registrate 50 mila visitatori italiani, con un indotto economico di 38 milioni di euro per  tutto il periodo, e 1.300.000 presenze per le 6 settimane dell’avvento. Stupenda la vista panoramica che si godeva dalla piattaforma posizionata sopra i mercatini del centro storico, un reticolo da cui pendevano sfere policrome sovrastava le casette di legno , dinanzi al grazioso “Tettuccio d’oro”. Presso la piazza del Mercato svettava  l’abete  di 14 metri, ammantato  da migliaia di cristalli Swarowski , che faceva pendere con il naso all’insù, dinanzi alla vicina giostra e allo spettacolo dei burattini; un magico turbinio di sensazioni sensoriali come quelle che avvolgevano nei vicoletti di Marchengasse (vicolo delle fate) e Riesengasse (vicolo del gigante).Un ringraziamento a chi ha reso possibile questa intensa esperienza, Esther Wilhelm di press Tirol, con la sua contagiosa esuberanza , specialmente quando ci faceva pregustare il sapore autentico  del territorio che ci avvolgeva , come il Wilder kaiser “la montagna dell’imperatore selvaggio”.
gastronomiche  di ogni sorta su bancarelle decorate,
mentre ensemble di fiati e gruppi canori creano atmosfere suggestive che restituiscono il sapore autentico del Natale,
una sorta di gioiellino incastonato in un diadema.
Per diversi secoli una base militare, fu contesa tra tirolesi e bavaresi  fino al 1814 anno in cui divenne definitivamente austriaca, la si raggiunge a piedi o in funicolare. Nell’area all’aperto si può osservare il pozzo , profondo 60 metri, il passaggio nella roccia sotterranea, il giardino delle erbe aromatiche, le figura in bronzo ispirate alla danza di Meta Mettin von Ellenberger. Celebre anche la prigione di stato, il museo di storia naturale e, nella torre l’organo degli eroi_il più grande organo all’aperto del mondo. A chiusura del viaggio,  una capatina  a Innsbruck
Ricorderò la passeggiata in carrozza nel buio delle campagne, per recarci  alla trattoria tirolese Tiroler Wirtshaus Zur Schanz, dove ad attenderci c’era un pentolone bollente di punch ai mirtilli, accattivante la gentilezza del personale delle strutture ricettive, spesso in costumi tipici.  Piacevole  anche  è risultata la visita inaspettata durante la cena, di un gruppetto di Anklopfer, pastori che con lanterna in mano e accompagnamento di chitarra, che cantavano, come da tradizione, per annunciare la nascita di Gesù. Mi rammenterò la passeggiata nel bosco, calpestando la neve soffice che sembrava scesa per accoglierci festosa, nella riserva  dove  era possibile sceglierci un alberello di Natale da portare a casa, assaporando le arie musicali del “Tannenbaum “. Rivedrò nei miei ricordi i tanti artigiani che lavoravano sapientemente il legno, la ceramica il vetro, accarezzando i materiali come preziosi doni della natura. Mi torneranno in mente le originali lanterne con candele che addobbavano i mercatini, quasi fosse il presagio di una visione illuminante sui quei magnifici scenari fiabeschi di un Tirolo che ambisce a farsi riscoprire per le molteplici risorse che  lo connotano, in un contesto ambientalistico di superba bellezza.

                                                                            Giuseppina Serafino