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martedì 11 novembre 2014

Murta: Zucche, Zucche,…sempre Zucche!


Di ritorno da un trekking al Santuario della Madonna della Guardia, ci è capitato di soffermarci alla curiosa Mostra delle zucche di Murta, una frazione di Bolzaneto , a circa venti chilometri da Genova. Una festa di colori in cui fiumane di visitatori si immergevano beandosi, più dei tanti bimbetti da loro accompagnati. Molteplici le delizie culinarie negli stand gastronomici, tutte rigorosamente a base della celebre cucurbitacea, simbolo di Halloween: frittelle, dolci, liquori,persino la pizza, serviti in una deliziosa location, stile casetta dei sette nani, da sorridenti massaie con cappellini e grembiuli orange. Che incanto le decine e decine di zucche, di varie  dimensioni e colori, disposte in ogni angolo di quel magico luogo nel quale era bello perdersi per scoprire aspetti insoliti di quella produzione, così come la graziosa sagoma di una carrozza di cui si lascia indovinare  quale fosse la forma. La manifestazione, giunta alla ventottesima edizione, prevedeva attività collaterali di ogni sorta, dal concorso per eleggere la zucca più lunga, grossa o particolare; una lotteria e la premiazione di fiorai e  di vetrine più belle, avvalendosi ovviamente del “mi piace” su pagina facebook. Tutto il paesino  era coinvolto, con decorazioni o menu a tema nei ristorantini, persino la scuola elementare ha partecipato con un’infinità di attività fatte realizzare agli scolari: disegni, cartelloni, ricerche, lavoretti  che costellavano una sala dell’edificio, con arredi d’epoca che richiamavano usi e tradizioni locali. Così come un paio di salette della Mostra in cui erano state ricostruite due abitazioni del secolo scorso, con aspetti del mondo nobiliare  o dell’ambiente contadino, meticolosamente arredati con suppellettili che richiamavano la zucca in tutte le possibili fogge. Non mancava la vendita di zucche, biscotti e souvenir policromi, un inno alla creatività in tutte le sue svariate declinazioni. Sembrava di trovarsi nel “paese della cucc…agna”,in una  dimensione  onirica e fanciullesca che faceva recuperare, implicitamente, connotazioni antropologiche di grande spessore. La  chiesetta di San Martino svettava a pochi passi, ricordandoci a chi fosse dovuto quel caldo tepore novembrino che aveva impreziosito ancora di più , la nostra felice giornata  nel  mondo fiabesco delle Zucche di Murta.                                                  Giuseppina  Serafino