sabato 8 novembre 2014

Italia Beer Festival

Una speciale edizione dell'Italia Beer Festival  Pub- Edition, questa  di novembre, presso l’ East End Studios (Spazio Antologico) via Mecenate a Milano, prima di quella tradizionale di marzo 2015, che festeggerà il suo decimo compleanno. Si tratta di una mostra itinerante, tesa alla promozione della birra artigianale e di qualità, con i più quotati  gestori di pub,  ovvero publican, circa 27 provenienti da tutta Italia, che  si adoperano per farla conoscere secondo aspetti differenti . Particolarmente apprezzati sono i laboratori , curata dallAssociazione degustatori  Birra che collabora all’organizzazione del festival, ideato da Paolo Polli , e lo spazio food, con cibi da abbinare alla birra, tra cui cucina indiana, kebap, pesce crudo o piadina.  Nel corso di queste lezioni si apprende che le birre artigianali vengono prodotte con materie prime di qualità e che non vengono né pastorizzate né filtrate, cosa che avviene invece nelle birre industriali, per le quali non sempre vengono usate materie prime di qualità, tipo il mais. La schiuma non è espediente del publican per servire meno birra, essa ha due funzioni: l’espulsione di anidride carbonica in eccesso, permette di servire la birra ad una carbonatazione inferiore che esalta gusto ed aromi,  evitando una precoce sensazione di gonfiore. Inoltre, il “cappello” che si viene a creare, protegge la bevanda dall’aria, a contatto con la quale la birra  rischia di ossidarsi, vedendo compromessi i suoi aromi originari con sentori poco gradevoli. In passato i birrifici nascevano vicino alle migliori sorgenti d’acqua poiché essa è l’ingrediente principale della birra, che costituisce il 90% del prodotto. Gli altri elementi fondamentali sono il malto d’orzo,  il lievito e il luppolo. Quest’ultimo è una pianta rampicante utilizzata in origine con funzioni conservanti, esso conferisce il gusto amaro, ma anche aroma, con sentori che possono essere erbacei, speziati, terrosi, agrumati, di frutta tropicale, resinosi.Il lievito è un fungo che trasforma gli zuccheri semplici del malto in alcol e anidride carbonica, se è ad alta fermentazione (che lavora intorno ai 20%), si declina in diverse varietà che vanno a creare le tipologie belghe ed inglesi. Il lievito, a bassa fermentazione, che lavora fra i 4% e i 15% C, è tipico degli stili tedeschi e cechi che formano la famiglia delle lager.Si scopre che la birra “Doppio malto” non esiste, poiché si tratta solo di un termine fiscale, infatti la legge italiana divide le birre, in base al grado zuccherino del mosto prima della fermentazione, in 5 classi fiscali: analcolica, leggera, normale, speciale, doppio malto. A seconda della classificazione, vengono imposte diverse tasse, ovvero “accise”, di produzione. Curiosi alcuni nomi di birrifici presenti alla kermesse: la “Locanda del Monaco Felice”, “Il porco” ,“Ma che siete venuti a fa” (de Roma), “Vaffalluppolo”, così come molti dei personaggi, spesso alternativi,  e le atmosfere  rarefatte di un  variegato mondo che l’Italia Beer Festival consente di accostare. 
                                                                                     Giuseppina Serafino