martedì 9 settembre 2014

Meravigliosamente Uniche: Terre di Mantova

Blog Press Tour nella citta' stregata
Un DIGITAL DIARY su quella che è stata definita"la città più romantica del mondo"secondo il saggista inglese Aldous Huxley, affascinato dai monumenti, i canneti lungo il Mincio, i fiori di loto, la nebbia, la surreale patina del tempo che avvolge ogni strada e piazza,la storia, la semplicità dei cittadini di Mantova. Una città, che con Sabbioneta, è divenuta per le sue straordinarie bellezze artistiche,Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
L'intento del tam tam mediatico, al quale ho potuto partecipare, è stato quello di promuovere il territorio mantovano, valorizzandone appieno tutte le sue molteplici risorse dal punto di vista architettonico, ambientalistico ed enogastronomico, avvalendosi del contributo della Provincia e di Can't Forget Italy, che ha puntato su videomaker, instagramer, food e travel blogger per “fotografare”una realtà che esula dagli schemi convenzionali. In omaggio all’ormai consolidato Festival della Letteratura perché non confrontare le proprie sensazioni su Mantova con quelle di alcuni celebri autori di opere letterarie?
Charles Baudelaire, nella città virgiliana, vi scoprì un mondo addormentato in una calda luce
.Riccardo Bachelli, ha invece evidenziato:
Una nobile tristezza, ch’è delle cose, una severa e dolce melanconia dell’animo velano la bellezza della città e sono parte essenziale del suo fascino … che rimane d’allora? Si, questa ruggine d’oro e di porpora smarrita, infusa sui brividi fermi dell’acqua quasi stagnante.
Sicuramente non è stata possibile rinvenire quel sottile velo di malinconia a cui diversi letterati, soprattutto moderni, han fatto riferimento nei loro scritti, piuttosto un tripudio di emozioni che catapultano in dimensioni oniriche che restituiscono il sapore di una quotidianità lontana dai ritmi convulsi e omologanti delle metropoli..
La leggenda vuole che la sua fondazione sia avvenuta per mano dell'indovina greca a cui si fa risalire il nome, ma è più probabile che esso derivi dalla divinità etrusca Mantu, ne sono testimonianza il sito archeologico del Forcello, in località Bagnolo San Vito.
Intorno all'anno Mille, Mantova entrò a far parte dei possedimenti dei Canossa e sotto Bonifacio ne diventò la capitale. Gli successe Matilde, a cui si deve l'edificazione della chiesa più antica della città, la Rotonda di San Lorenzo.
Ai Gonzaga, diventati Signori dal 1328, si deve la straordinaria fioritura artistica e la renovatio urbis, tra i molti artisti che contribuirono a ciò, vi furono Andrea Mantegna c e Leon Battista Alberti, che ideò il rifacimento della Basilica di Sant'Andrea e l'edificazione del Tempio di san Sebastiano, in area di espansione rinascimentale, di fronte all'isola del Te, dove sarebbe sorto Palazzo TE opera di Giulio Romano,tra il 1525 e il 1535. Straordinario esempio di villa rinascimentale, destinata all'ozio del principe, Federico II Gonzaga che vi teneva fastosi ricevimenti.
 All'interno di esso mirabili sono la Sala dei Giganti, di Amore e Psiche, e quella dei Cavalli. Centinaia gli scatti fotografici  effettuati da noi reporter dinanzi ad ogni aspetto che fosse insolito o comunque reinterpretato in un'ottica desueta, per trasmettere il nostro stupore estatico dinanzi a questi gioielli architettonici del ricco patrimonio culturale mantovano.
 Fra  le prestigiose residenze abitate dai Gonzaga vi è il Palazzo Ducale, imponente reggia, con più di circa 500 sale composta da più edifici costruiti in epoche differenti, prospettanti su Piazza Sordello. Di notevole pregio sono il Castello, la Domus Nova, la basilica palatina di Santa Barbara, ma il capolavoro pittorico per eccellenza, è la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Da segnalare ci sono anche le Stanze del Pisanello ,l'Appartamento di Troia, di Giulio Romano,e la pregevole raccolta di arazzi su cartoni di Raffaello.
Proprio durante una prova dello spettacolo "Omaggio a Puccini", abbiamo visitato il Teatro Accademico Bibiena, denominato anche teatro Scientifico, che è sorto per le finalità dell'Accademia Virgiliana.Inaugurato nel 1769, con un concerto di Mozart quattordicenne,è opera dell'autore parmense Antonio Galli Bibiena.Quella che ci è parsa una graziosa "bomboniera", con gli incantevoli palchetti  che paiono balconcini di un calle veneziana, viene considerato il più compiuto esempio di architettura teatrale del gusto rococò.
Una grande euforia, alla stregua di ragazzini per l' agognata gita scolastica,l'abbiamo avvertita al nostro arrivo a Sabbioneta, una sorta di scrigno dai mille segreti,definita "La Piccola Atene" La città, che si presenta come un piccolo stato indipendente, con una fortezza esagonale irregolare con sei bastioni a cuneo innestati agli angoli, fu edificata tra il 1556 ed il 1591 per volere di Vespasiano Gonzaga Colonna, esponente di un ramo cadetto della famiglia Gonzaga di Mantova. Pregevoli sono i soffitti lignei in noce e cedro del Palazzo Ducale, un tempo sua residenza e palazzo del governo, ora sede espositiva.Vi è poi il Teatro all'Antica, progettato da Vincenzo Scamozzi, è il primo esempio di edificio teatrale stabile ed autonomo dell'età moderna. Che incanto pendere dalle varie Guide messeci a disposizione dalla Provincia e veder schiudere dinanzi a noi i massicci portoni di strutture ad altri precluse:la Sinagoga, riprogettata intorno al 1824, è la tangibile testimonianza di una fervida comunità ebraica, favorita dallo spirito liberale del Duca.
 
Alle spalle del Palazzo Ducale si erge il corpo ottagonale della chiesa della Beata Vergine Incoronata, che custodisce il mausoleo ducale, con la statua bronzea di Vespasiano Gonzaga; nella canonica, si trova il Museo dell'arte Sacra che, assieme a preziose tele, custodisce il prestigioso Toson d'Oro rinvenuto nella tomba ducale.

A San Benedetto Po, inserito nel circuito dei “21 comuni “Gioiello d’Italia”, abbiamo visitato il Complesso Monastico Polironiano dell’XI secolo, fondato nel 1007 da Tebaldo di Canossa ,sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e Lirone, fu definita la Montecassino del nord. Incantevoli, sia pure "ingabbiate" dalle strutture metalliche a seguito dei danni del recente terremoto :la chiesa abbaziale, di impianto quattrocentesco, restaurata da Giulio Romano nel 1539, il refettorio monastico, con una parete affrescata dal Correggio, i chiostri quattrocenteschi di san Simeone, di San Benedetto, dei secolari, il Museo Civico con la sua collezione etnografica di oltre 10.000 oggetti di cultura contadina. Accativanti le marionette artigianali delle tante compagnie teatrali itineranti che svolgevano spettacoli di piazza.
Nei dintorni, fanno da corollario, oratori e ville abbaziali, pievi matildiche, caseifici e deliziose corti agricole, dove è possibile notare la preziosa opera di bonifica dei monaci, lungo gli argini, precorrendoli magari, in sella alla bicicletta sulle molteplici piste ciclabili. La sensazione che si avverte è di antica e tranquilla piacevolezza.
 Charles Dickens - cantò gli irreali laghi di canne e di giunchi -colpito da un certo languore decadente.Per Giovanni Comisso, in queste Terre mantovane forte è la suggestione dei tozzi salici spogli biancheggianti tra la palude e il cielo.
Tale riflessioni cullavano la mente, durante la crociera sul Mincio, mentre lo sguardo spaziava avidamente sulle vegetazione fluviale, sui prati lussureggianti, sulle rossastre costruzioni turrite, sui tanti mantovani che stazionavano assorti sulle rive, elargendo sorrisi  o trasmettendoci un benefico appagamento per quella commistione di suggestioni che ci avvolgeva.
L'auspicio è quello che tanti possano essere incuriositi da questa nostra straordinaria esperienza di riscoperta del territorio mantovano per effettuarla a propria volta, assaporando quel magico effluvio di misteriosa felicità che si avverte allorchè si sente di aver vissuto pienamente, come ci  capitato dinanzi a quel fantastico tramonto sul lago inferiore di un città, stregata e "semplicemente"unica.


                                                                     Giuseppina Serafino